Affetti familiari

- Creature mie, Michelino e Fleurie, datevi la mano e muovete insieme nella vita, l’uno per l’altra, tenacemente avvinti da quel santo e purissimo affetto che deve esservi corazza contro ogni malvagio assalto…
Buoni siate! Bella è la vita se ne apprezziamo lo straordinario valore morale, se ci convinciamo che, venuti da Dio, a Dio dovremo ritornare. E per ritornare a Dio non c’è che un cammino di  bontà!
Il sorriso più puro aleggi sempre sulle vostre labbra. Siano monde le vostre mani! Siano calmi i battiti del vostro cuore! Dolce sia ogni vostro pensiero!

- Amate l’umanità, ma non prestate fede agli uomini che conoscono le armi più turpi per colpire. E ricordatevi che tanto più crudelmente sarete colpiti, quanto più disinteressata e generosa sarà la vostra missione sociale. Siate cauti e guardinghi, perciò. La malvagità altrui non spezzi la vostra opera, ma vi raddoppi le forze. Ricordate che voi sarete i vincitori!
Questo, figli miei, vi dice la mia esperienza. Ascoltatemi e ringraziate.
Iddio per avervi creati, e benedirete la vita…

- Verrà il giorno in cui, o adorata piccina mia, leggerai queste pagine. In quel giorno io non ci sarò più, avrò già chiuso la mia triste giornata. Nel rileggere sii orgogliosa di tuo padre e ricordati che molto ho sofferto perché molto ho amato, e ho dato tutto il mio entusiasmo al vero, al buono e al bello.

-  Porgi pietosa la mano e sorridi a chi soffre, a chi ha bisogno di te. Non guardare né considerare  se colui che a te si rivolge è un tuo nemico, è un perduto, è un malvagio. La tua opera di bene sia fatta solamente per il bene.
Non odiare. Non criticare. Compatisci tutti.

-  Sii buona e sarai felice.
Verrà inesorabilmente un’altra data e un’altra ora in cui il tuo piede, dopo l’ultimo passo, si fermerà. Possa tu in quell’ora essere calma e sorridente per aver vissuto bene.  Papà tuo, vivo o morto, poggerà in quell’ora le sue labbra sulla tua fronte come le poggiò ieri sera. - Al diario affidai il sospiro per i miei primi capelli bianchi. Al diario affidai i primi capelli bianchi… Interrogateli, piccoli adorati, quando io non ci sarò più. Vi diranno che babbino vostro amò troppo il bello e il buono e che per la conquista del bello e del buono soffrì molto! Vi diranno che per lunghissime notti, chino sui libri, andò alla ricerca del vero e il vero trovò in Dio, Creatore e Signore di tutte le cose.

- Io morrò senza lasciarvi ricchezza. L’unica ricchezza vostra sarà questo diario. Potrete dire di vivere se mi ascolterete.

- Una cantilena improvvisata per la figlioletta Fleurie:

Venite da destre e venite da manche,
v’agghi’a parlare ‘nu picche franche,
venite da manche e venite da destre,
purtateme ‘nu picche de minestre.
Tegne ‘na mamme e tegne n’attane
ca me facene muré’ de fame,
e ci volene cu so’ cuntende
m'honn’a da’ ‘u pane ogne mumende,
e ci volene cu stoche citte
m’honn’a da’ ‘u pane c’u pesce fritte.

- Un pensiero per il suo papà, di cui Antonio Torro rimase orfano in giovanissima età:

 … Tu fa’ che a me venga la forza di vincere
 tutte le battaglie che ancora la vita mi prepara;
 di non perdere mai la vera meta della vita, che è Dio;
 di essere buono, come tu fosti buono.